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05/03/2007
La CONFAVI vince i ricorsi al TAR e mantiene il riconoscimento nazionale
Con Sentenza n. 200701962 del 2/03/2007 e con Sentenza n. 200701966 del medesimo giorno, il TAR del Lazio ha respinto il ricorso presentato dall'Unione Nazionale Enalcaccia Pesca e Tiro ed il ricorso presentato dalla Federazione Italiana della Caccia, dall'Unione Nazionale Enalcaccia Pesca e Tiro, dall'Arcicaccia e dall'Italcaccia nei confronti della CONFAVI - Confederazione delle Associazioni Venatorie Italiane, nel tentativo di annullare il decreto interministeriale di riconoscimento della stessa Confederazione, emanato congiuntamente dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali e dal Ministero dell'Interno in data 8 febbraio 2006.
Con questa sentenza si pone fine ad una squallida vicenda che ha visto i dirigenti nazionali di alcune associazione venatorie usare i soldi dei propri associati per tentare di impedire alla CONFAVI di godere di un diritto sancito dalla legge - ha commentato il Presidente nazionale della CONFAVI, Maria Cristina Caretta .- Meglio avrebbero fatto questi dirigenti ad utilizzare questi soldi per preparare i ricorsi contro le iniziative degli anticaccia e di chi li rappresenta all'interno di questo Governo - ha proseguito il Presidente CONFAVI. - Abbiamo solo avuto un'altra dimostrazione dell'inadeguatezza di certi dirigenti venatori, così presi dal difendere i loro privilegi da dimenticare di difendere i diritti dei cacciatori. Con la Sentenza definitiva del TAR del Lazio è caduta la maschera di chi predica bene ma razzola male, di chi ha interessi specifici nel tener diviso il mondo venatorio. Con ancora più forza rilanciamo l'appello a tutte le associazioni venatorie italiane, ed alle rappresentanze economiche del settore legato alla caccia, di non sprecare altro tempo e di dare vita alla rappresentanza unitaria del mondo venatorio italiano, unica via per ridare dignità, credibilità e rispetto ai cacciatori italiani. La Confederazione delle Associazioni Venatorie Italiane continuerà a difendere la caccia ed i diritti di tutti i cacciatori - ha ribadito il Presidente Maria Cristina Caretta - e questo lo faremo anche se saremo costretti, per il bene della caccia, a turarci il naso ed a sedere ad un tavolo attorno al quale siedono dirigenti che sembrano aver dimenticato il mandato fornito loro dai loro stessi associati.
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