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23/10/2007
Rialzo dei prezzi dei generi alimentari, tutela dei consumatori (discussione)
Sergio Berlato, autore. – Signor Presidente, signora Commissaria, onorevoli colleghi, in tutta Europa si registrano casi di aumenti generalizzati dei prezzi dei prodotti alimentari. Le indagini di mercato effettuate mostrano come i consumatori europei stiano cambiando radicalmente le loro abitudini alimentari essendo costretti, a causa dei prezzi troppo elevati, a variare la qualità ed il tipo di prodotti da acquistare.
La responsabilità degli aumenti è da attribuirsi da un lato ai troppi passaggi intermedi che i prodotti subiscono dal produttore al consumatore e dall’altro ai rincari eccessivi applicati dalle grandi catene di distribuzione. Una cosa comunque è certa: la responsabilità di questi rincari non può e non deve essere attribuita ai nostri agricoltori, che sono le prime vittime di questa preoccupante situazione.
Noi, signor Presidente e signora Commissaria, riteniamo che oggi più che mai vada difeso il modello agricolo europeo, al fine di preservare la stabilità dei mercati agricoli nazionali dalle fluttuazioni dei prezzi internazionali e dare consistenza alla difesa dei modelli di produzione e di utilizzo del territorio caratteristici dell’agricoltura europea. Condividiamo la decisione del Consiglio che ha approvato recentemente la proposta di azzeramento del set-aside per la campagna 2008.
Ma questo non basta a tranquillizzarci sulla preoccupante situazione degli stock di cereali e l’aumento del loro prezzo sul mercato mondiale. Occorre intervenire anche nelle varie OCM ed adoperare questi meccanismi di riequilibrio del mercato che permettano di calmierare i prezzi degli alimenti almeno nel mercato interno. Per questo abbiamo chiesto alla Commissione, anche con una recente interrogazione, di proporre subito un aumento urgente delle quote latte di almeno il 2-3%, al fine di favorire la stabilizzazione dei prezzi di questo prodotto di prima necessità.
In una congiuntura economica non favorevole come questa, spetta all’Unione europea e agli Stati membri intervenire per permettere ai consumatori di mantenere stabile la loro capacità di acquisto nel campo alimentare e allo stesso tempo tutelare il diritto di reddito dei nostri agricoltori.
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