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10 Giugno 2010



ON. SERGIO BERLATO DEPOSITA ESPOSTO ALLA PROCURA DI TRENTO E BOLOGNA PER DENUNCIARE CONVOLGIMENTO ANIMALISTI NELLA TRATTA CLANDESTINA DI CANI RANDAGI DALL' ITALIA VERSO L' ESTERO


Lancio ANSA - Conferenza stampa Bologna 9 giugno 2010

ANIMALI: BERLATO(PDL),ANIMALISTI COINVOLTI IN TRATTA RANDAGI.

408 words

9 June 2010

19:03

ANSA - Regional Service

ANSARE

Italian

© 2010 ANSA.

 

'CANI ADOTTATI SPARISCONO ALL'ESTERO, MINACCIATO CHI DENUNCIA'

 

(ANSA) - BOLOGNA, 9 GIU - Tratta clandestina e illecita di cani randagi dall'Italia verso l'estero, gestita anche da associazioni animaliste che su questo fanno affari. Con minacce e intimidazioni, in alcuni casi fisiche, a chi tenta di smascherare un'attività che ha un giro d'affari "di circa 40 milioni all'anno". Sono le denunce alla base di un esposto depositato alle procure di Bologna e di Trento dall' europarlamentare del Pdl Sergio Berlato.

Una vicenda in cui sarebbero appunto coinvolte anche importanti realtà di protezione animali. Come, ha spiegato Massimiliano Bacillieri, legale bolognese che segue la pratica, l'Associazione Canili Lazio Onlus, "vicina al sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, che evidentemente non si è accorta di quello che succede". L'associazione, ha proseguito l'avvocato,che ha parlato in una conferenza stampa in cui oltre a Berlato, era presente un dirigente di Federfauna, ha firmato un protocollo con l'Asl di Rieti, con Tecnovett, società di gestione del canile, altri due allevamenti e un'associazione tedesca, per "promuovere le adozioni a distanza". Solo che, come accade ad altri "canili del centro e sud Italia, gli animali vengono spediti all'estero e, una volta fuori, i cuccioli spariscono o vengono indirizzati alla vivisezione o alla sperimentazione su viventi". In altri casi vanno semplicemente rivenduti, "poiché in Germania un meticcio preso da un canile ha un prezzo". I trasferimenti avvengono "di notte e in modo clandestino e il tutto viene gestito anche da associazioni mafiose".

Uno degli effetti è che, quando un cittadino che aveva adottato un animale va a vederlo di persona, non ne trova traccia. Sorte che è capitata ad una signora che viene citata nell'esposto come testimone, e che, per l'avvocato, "solo per aver voluto sapere di più dell'animale per cui pagava è stata picchiata e le hanno bruciato l'auto". Ad un poliziotto, invece, "che si è imbattuto in un camion che trasportava i cani, dopo che ha provato ad indagare, è stato sequestrato il figlio per un paio d'ore, 'consigliandogli' il silenzio". Minacce che anche l'avvocato ha sostenuto di aver ricevuto.

Si tratta di traffici, "travestiti da carità'", per dirla con Berlato. Ma si contestano anche "evasione fiscale e reati ai danni dei Comuni" che, per Bacillieri, "danno sovvenzioni ai canili per animali che magari sono già all'estero da tempo". (ANSA).


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