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SERGIO BERLATO, Deputato italiano al Parlamento Europeo
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Lettera europea d'informazione dell'on. Sergio Berlato, deputato al Parlamento europeo

Berlato Euronews n. 07 del 05 Marzo 2012


SOMMARIO


ON. SERGIO BERLATO (PDL-PPE): CHE FINE HA FATTO IL FEDERALISMO FISCALE?

"Per quanto concerne la questione della tesoreria unica nazionale è necessario capire quale sia il modo migliore per essere certi che la liquidità regionale non venga dispersa né tantomeno dirottata su altri territori." Lo ha dichiarato il Coordinatore provinciale del Pdl Vicenza l'On. Sergio Berlato

"La Lega Nord sbaglia ad invitare al boicottaggio di Unicredit perché l'importante gruppo bancario non ha fatto altro che uniformarsi alla legge vigente. La Lega sbaglia altresì a gridare allo "scippo di Stato" semmai -continua il Coordinatore provinciale del Pdl- la questione da porre al governo Monti è la seguente: che fine farà il federalismo fiscale? Tutte le energie profuse dal governo Berlusconi per andare nella direzione di una maggiore valorizzazione delle comunità territoriali troveranno uno sbocco concreto o si tradurranno in un nulla di fatto?

Sono convinto- chiosa l'On. Sergio Berlato- che il tema delle risorse finanziarie a disposizione degli enti locali rimanga una questione centrale, fermo restando che l'attuazione del federalismo fiscale deve essere subordinata alla riforma della Costituzione in senso presidenzialista e federalista."

 

Ufficio stampa

On. Sergio Berlato 

 

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ON. BERLATO (PDL-PPE): VAL DI SUSA, LA NUOVA LINEA FERROVIARIA E’ INDISPENSABILE PER LO SVILUPPO ECONOMICO DELL’ITALIA

<< La cronaca di queste ore sulle deprecabili violenze in Val Susa da parte dei soliti elementi della sinistra estrema, rappresentano per l'ennesima volta il modus operandi di un'area politica minoritaria ma ben organizzata, che attraverso l'uso sistematico di metodi violenti e provocatori, intende ostacolare la costruzione di un'infrastruttura di vitale importanza. >> - è quanto afferma l'on. Sergio Berlato.

 

<< C'è una parte di manifestanti ben identificabili i quali speculano per fini che poco hanno a che vedere con gli interessi nazionali e della stessa vallata coinvolta - precisa - Berlato. L'infrastruttura - prosegue - è un progetto prioritario per l'Italia e l'Unione Europea perché costituisce non solo un progetto fondamentale per la mobilità europea, ma ha l'obiettivo di togliere dalla strada migliaia di camion, con l'obiettivo di abbattere drasticamente l'emissione di CO2 nell'aria.

Inoltre - conclude l'esponente del Popolo della Libertà - opporsi alla costruzione di infrastrutture necessarie per modernizzare la nazione, è il classico comportamento masochistico  e partigiano di chi, nei fatti, vuole contribuire ad accelerare il declino di un'Italia già in palese difficoltà economica. >> 

 

 

Ufficio stampa

On. Sergio Berlato

 

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ON. SERGIO BERLATO (PDL-PPE): PROPONGO AL SINDACO VARIATI DI COSTITUIRE UN TAVOLO DI CONFRONTO APERTO A TUTTE LE FORZE POLITICHE SULLA SICUREZZA IN CITTA’

"Purtroppo continuano furti e violenze in centro a Vicenza. Il Sindaco Achille Variati e la sua Giunta si sono dimostrati ancora una volta non all'altezza delle aspettative nel far fronte alla micro criminalità che sempre più spesso sta prendendo di mira le attività commerciali del centro storico." Lo ha dichiarato il Coordinatore provinciale del Pdl Vicenza l'On. Sergio Berlato

"Gli ultimi episodi delinquenziali ci richiamano tutti all'assunzione delle nostre responsabilità per evitare che in particolare il centro storico durante le ore notturne diventi terra di nessuno. Pertanto- continua l'On. Sergio Berlato- proponiamo al Sindaco Variati la costituzione di un tavolo di confronto, aperto a tutte le forze politiche presenti in Consiglio comunale, col fine di individuare le soluzioni migliori in grado di garantire serenità e decoro alla nostra città. Sarà mia premura- conclude il Coordinatore provinciale del Pdl- guidare la delegazione del Pdl per mettere al servizio della cittadinanza tutte le nostre proposte. Sono convinto che in merito a temi molto delicati come quelli legati alla sicurezza non devono esserci speculazioni di parte né soluzioni ideologiche."        

 

Ufficio stampa

On. Sergio Berlato

 

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IL PARLAMENTO DISCUTE DELLA CRESCITA DELLA GRECIA E DELL'EUROPA

I rappresentanti del Parlamento, del Consiglio e della Commissione europea hanno dichiarato, a termine di un lungo dibattito, che nel prossimo vertice dell'Unione Europea si dovrà affrontare il tema della crescita. Molte sono state le reazioni poco positive provenienti dal Parlamento, il quale ha espresso scetticismo e preoccupazione in riferimento all'ultimo pacchetto di misure di austerità nei confronti della Grecia, raccomandato da Commissione europea, Banca Centrale e dal Fondo Monetario Internazionale, la cosiddetta "Troika".

Il semestre europeo appena incominciato ed l'adozione del "six-pack" sulla governance economica recentemente avvenuta saranno due elementi chiave per l'accelerazione delle riforme strutturali e per la creazione di competitività, occupazione ed economia più verde. La Commissione, dal canto suo, ha dichiarato che la crescita si sta trovando "ad un punto morto". Prestando particolare attenzione alla disoccupazione giovanile, la stessa Commissione è stata invitata a recarsi negli otto paesi più colpiti da questo fenomeno al fine di trovare il modo per migliorare l'utilizzo dei fondi europei. La fiducia sia dei mercati finanziari, sia dell'Unione europea rimane un elemento cardine: sono necessari una migliore governance dell'euro ed una riduzione degli oneri fiscali sulle imprese in cambio d'impegni dell'assunzione di persone più giovani. Per quanto riguarda la posizione della Commissione sulla Grecia, essa si é definita " il migliore alleato della Grecia" affermando la volontà che questo paese continui a far parte della zona euro.

Le opinioni sull'intervento della Troika nello Stato greco da parte di alcuni gruppi parlamentari europei non sono state molto positive: è stata accusata di non aver lasciato lo spazio al dialogo sociale e di aver aggravato la situazione, il taglio degli stipendi minimi è stato visto come causa di recessione e povertà. La Troika è stata anche paragonata ad un "neoliberista talebano" e criticata per la sua insistenza sui tagli alle pensioni piuttosto che al bilancio della difesa. Un'altra opinione negativa riguarda la contrazione dell'economia greca all'interno di una "spirale di morte", i cui problemi maggiori sono la disoccupazione giovanile e le politiche della Troika, che stanno ormai portando il paese verso una rivoluzione. Altri, invece, hanno criticato il comportamento della Grecia, in particolare di non aver mantenuto le promesse fatte. Per il paese si auspicano riforme del sistema fiscale e la privatizzazione dei porti e del settore energetico nei prossimi anni. Secondo altri gruppi parlamentari, l'austerità non è riuscita a conquistare la fiducia di economisti e dei mercati. Nessuno pensava che le misure adottate in Grecia avrebbero funzionato, tanto meno i deputati, che domenica scorsa avevano votato a favore di tali misure. Sempre gli stessi, infine, hanno ritenuto che la riforma economica a lungo termine sia essenziale, ma che, nel breve termine, solo un default e la svalutazione potrebbero salvare parte dell'economia greca.

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ANALISI ANNUALE DELLA COMMISSIONE SULLA CRESCITA E ALLE LINEE GUIDA PER L'OCCUPAZIONE

In risposta all'"Analisi annuale sulla crescita e alle linee guida per l'occupazione" redatta dalla Commissione europea, il Parlamento ha affermato che, al fine di ottenere una più efficace coordinazione delle politiche economiche, é necessario che gli Stati membri mettano in campo riforme strutturali e aumentino la trasparenza. La risoluzione del Parlamento, approvata nello scorso incontro, ha sottolineato il bisogno di maggiori sforzi per la crescita, l'occupazione e la lotta alla povertà. Due questioni ribadite più volte sono state da un lato la frizione tra politiche fiscali e quelle per l'occupazione, dall'altro l'esigenza di garantire la convergenza tra queste due. Un modo per affrontare entrambi questi due problemi é stato individuato nella garanzia di una migliore governance economica. Per quanto riguarda l'occupazione il Parlamento si è posto come obiettivo quello di trovare un equilibrio tra la Strategia Europa 2020 e il Patto di stabilità e crescita. Attualmente gli Stati sanno enfatizzando troppo sul Patto  a discapito della crescita reale e degli investimenti, secondo il Parlamento.

- I tagli al bilancio da soli non risollevano l'economia o la fiducia dei mercati

Tutte le risoluzioni affermano che le misure di bilancio, crescita e occupazione devono essere prese insieme. Quella sull'AAC, ad esempio, sottolinea che la roadmap della Commissione "trascura la necessità di intraprendere misure urgenti per sostenere le attività di breve termine e l'occupazione".

La risoluzione rileva, inoltre, il bisogno di creare fiducia tra investitori, consumatori e cittadini, mentre invece è stato notato che il documento della Commissione sull'Analisi annuale sulla crescita faccia troppo poco per ottenere questo risultato. La risoluzione sottolinea che la legittimità democratica e la responsabilizzazione nazionale devono essere sostanzialmente aumentate per accelerare le riforme economiche e chiede pertanto alla Commissione di far luce su quanto gli Stati membri stiano facendo o meno per quanto riguarda l'attuazione delle raccomandazioni di riforma che hanno ricevuto. Il testo, infatti, evidenzia che un'implementazione limitata di queste riforme sarebbe un freno per la crescita. Viene inoltre ribadito che le banche dovrebbero prestare più soldi all'economia reale e, in riferimento a questo tema, è stata richiesta una proposta legislativa sulla gestione della crisi del settore bancario prima dell'estate.

- Occupazione e aspetti sociali

La risoluzione che tratta nello specifico gli aspetti sociali e occupazionali dell'AAC ha chiesto al Consiglio europeo di garantire che il consolidamento fiscale non faccia aumentare la povertà o ostacoli gli sforzi per combattere la disoccupazione, in particolare quella giovanile. Il Parlamento pertanto ha proposto di introdurre, insieme agli altri partner sociali, un sistema di garanzie per i giovani al fine di garantire un'offerta di lavoro, di apprendistato o di tirocinio dopo un periodo massimo di disoccupazione di quattro mesi. Sempre allo Consiglio europeo è stato inoltre chiesto di istituire una tassa sulle transazioni finanziarie. Infine nella risoluzione, il Parlamento ha espresso la sua preoccupazione in riferimento agli impegni presi dai paesi sulle riforme nazionali, i quali non sono ritenuti adeguati al raggiungimento dei principali obiettivi della strategia Europa 2020 in materia di occupazione, istruzione e riduzione della povertà.

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PIANO PER LA DISTRIBUZIONE DI AIUTI ALIMENTARI AI CITTADINI EUROPEI PIU' BISOGNOSI

Il piano per la distribuzione di cibo gratuito ai cittadini europei più bisognosi, avviato nel 1987 nell'ambito della Politica Agricola Comune (PAC), fornisce attualmente aiuti alimentari per 18 milioni di persone che vivono sotto la soglia di povertà in 20 diversi paesi dell'Unione. Il cibo proveniva originariamente dalle scorte d'intervento della PAC, ma essendosi queste ridotte nel tempo, si è dovuto fare sempre maggiore affidamento sugli acquisti sul mercato libero, anche perché il numero dei cittadini in stato di necessità era in forte aumento a causa degli effetti della crisi globale. Tuttavia, nell'aprile 2001, la Corte di Giustizia europea stabilì che il programma poteva utilizzare unicamente cibo proveniente dalle scorte d'intervento. Senza la soluzione approvata dal Parlamento nel corso dell'ultimo incontro, gli stanziamenti per il programma si sarebbero ridotti a 133 milioni nel 2012, a fronte dei 500 milioni dell'anno precedente. Per evitare un taglio netto degli aiuti alimentari, proprio nel momento in cui il numero di persone che ne avrebbe bisogno sta aumentando, il Parlamento chiese, in una risoluzione del luglio scorso, di trovare una soluzione temporanea che avrebbe permesso di salvare il programma. Una proposta di aggiornamento del regolamento, che avrebbe permesso al programma di poter continuare a comprare cibo nel libero mercato, è stata bloccata dal Consiglio fino al novembre 2011, quando la Germania ha acconsentito alla continuazione del programma, con fondi appositi, fino alla fine del 2013. Il programma europeo "Cibo per i bisognosi" continuerà a fornire alimenti per i cittadini europei in stato di necessità per altri due anni, grazie al piano di salvataggio approvato nella scorsa sessione plenaria e concordato con il Consiglio. Sul programma fanno affidamento 18 milioni di persone tra le più povere d'Europa e in 20 diversi paesi dell'Unione. In questi ultimi anni il problema del cibo è stato inoltre aggravato sia dalla crisi economica sia dalle difficili condizioni climatiche, che hanno avuto un forte impatto sulle fasce più povere e bisognose come senza tetto, disoccupati, anziani, portatori di handicap ma anche famiglie numerose o genitori single. Le nuove regole saranno applicate retroattivamente dal primo gennaio 2012, permettendo al programma di andare avanti fino alla fine del 2013 con un budget annuale di massimo 500 milioni di euro. Infine il Parlamento ha sottolineato l'importanza di garantire la continuazione del programma anche nel periodo successivo al 2013, assicurando l'ininterrotta solidarietà dell'Unione europea verso i più deboli e bisognosi della società, soprattutto in questi tempi di forte crisi economica.

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RISPOSTA DELLA COMMISSIONE ALL'INTERROGAZIONE SULLE TORTURE AI PROFUGHI ERITREI

Il Gruppo EveryOne, tramite comunicato stampa, ha diffuso dettagliate informazioni circa la tragica situazione in cui versano i detenuti nella prigione di Aswan, in Egitto, dove circa 300 profughi eritrei sono attualmente reclusi in condizioni igieniche spaventose e sottoposti quotidianamente a trattamenti inumani e degradanti. Sempre secondo le informazioni diffuse dal Gruppo EveryOne, gran parte dei profughi proviene dai campi di prigionia gestiti dai trafficanti del nord del Sinai, dove hanno subito torture, sevizie e stupri. In particolare, proprio negli scorsi giorni, 118 ragazzi eritrei di fede cattolica sono stati convocati individualmente dalle guardie del carcere, che hanno chiesto loro di firmare un documento in cui accettavano il rimpatrio volontario. Quando i profughi hanno rifiutato, spiegando che in Eritrea sarebbero stati perseguitati e in molti casi assassinati, le guardie li hanno sottoposti a torture e pestaggi, obbligandoli a firmare. Gli eritrei di fede islamica non hanno subito lo stesso trattamento, mentre i giovani che hanno firmato sono in attesa di deportazione. Alla luce della gravissima situazione sopra descritta, l'on. Sergio Berlato ha ritenuto opportuno interrogare la Commissione per sapere 1) se non ritenga opportuno trasmettere un appello urgente al ministro dell'Interno della Repubblica araba d'Egitto e alle ambasciate egiziane, affinché i responsabili delle sevizie e dei pestaggi nei confronti dei 118 profughi siano puniti a norma di legge e venga concessa protezione internazionale ai prigionieri eritrei, secondo quanto previsto dalla Convenzione di Ginevra sui rifugiati e 2) se non ritenga altresì opportuno unirsi all'appello urgente lanciato dal Gruppo EveryOne, dall'Associazione Gandhi e dall'Ong per i diritti dei profughi al Segretario Generale delle Nazioni Unite e allo Special Rapporteur sulla Tortura e i Trattamenti Inumani e Degradanti affinché si impieghino tutti gli strumenti politici, giuridici e umanitari di cui essi dispongono per porre definitivamente fine alle uccisioni, alle torture, ai pestaggi, alle detenzioni inique e alle deportazioni nei confronti dei profughi eritrei e subsahariani. Riportiamo di seguito la risposta della Commissione all'interrogazione in oggetto: "Secondo il ministero dell'interno egiziano, i rifugiati subsahariani sono vittime di bande coinvolte nel traffico di esseri umani. Il governo guidato dal Primo Ministro Al-Ganzouri nominato il 7 dicembre 2011 ha indicato che il Sinai rappresenta una priorità strategica che merita maggiore attenzione. Ciò fa sperare che la lotta alla criminalità organizzata venga intensificata e che le autorità egiziane mostrino un maggior impegno nell'affrontare la questione dei profughi tenuti in ostaggio dai trafficanti del Sinai. Per quanto riguarda i profughi detenuti dalle autorità egiziane, questi vengono considerati degli "infiltrati" in quanto hanno superato il confine illegalmente e non hanno chiesto asilo alle autorità egiziane o all'ACNUR. All'ACNUR è stato negato l'accesso alle strutture di detenzione. Dal settembre 2011, le autorità egiziane hanno iniziato ad allontanare queste persone rimandandole nei loro paesi di origine. L'ACNUR ha avvertito le autorità egiziane che tali espulsioni potrebbero essere considerate pratiche di respingimento. La delegazione dell'UE al Cairo ha ripetutamente incontrato il ministero degli affari esteri e il ministero dell'interno egiziani per esprimere la sua preoccupazione su tale questione. Tuttavia, si registrano scarsi progressi. L'UE continuerà a esortare le autorità egiziane affinché assicurino il rispetto dei diritti umani, e quindi anche la protezione dei migranti e dei rifugiati. L'UE ha più volte invitato l'Egitto a sviluppare e migliorare la qualità dell'assistenza e della tutela offerte ai richiedenti asilo e ai rifugiati che risiedono o transitano sul suo territorio. L'UE ha inoltre insistito affinché le autorità egiziane garantiscano il rispetto del principio di non respingimento per tutti i migranti bisognosi di protezione internazionale e concedano all'ACNUR la piena libertà di attuare il proprio mandato su tutto il territorio egiziano".

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LATTE: NUOVE REGOLE PER RAFFORZARE IL POTERE CONTRATTUALE DEGLI AGRICOLTORI

Il Parlamento ha approvato, nella scorsa riunione, con 574 voti a favore, 97 contrari e 18 astensioni, una risoluzione che rafforza il potere contrattuale dei produttori lattiero caseari, anche in vista della fine delle quote latte nel 2015. La legislazione permetterà alle organizzazioni di produttori di negoziare il prezzo per il latte crudo per gli agricoltori che rappresentano, senza però contravvenire alle regole della concorrenza leale. Obiettivo della risoluzione, frutto di un accordo informale con i governi nazionali, è quello di aiutare il rafforzamento del potere contrattuale degli agricoltori del settore lattiero caseario, al fine di ottenere il miglior prezzo possibile per il loro latte. Questo nuovo regolamento dovrà essere ratificato dal Consiglio per entrare in vigore e la sua validità durerà fino a giugno 2020.

- Più potere contrattuale senza violare la competizione

Per garantire il rispetto della concorrenza sleale, il volume di latte crudo, oggetto dei negoziati fra le organizzazioni di produttori e quelle dei trasformatori, non potrà superare il 3.5% della produzione totale dell'Unione europea, né il 33% della produzione nazionale o, in alternativa, il 45% in quei paesi in cui la produzione totale è inferiore alle 500.000 tonnellate.

- I contratti obbligatori dovranno indicare il prezzo

I Paesi europei potranno continuare a decidere se imporre contratti obbligatori o facoltativi per le forniture del latte all'interno del territorio nazionale. I contratti obbligatori, se introdotti, dovranno essere stipulati prima della fornitura e indicare il prezzo, le scadenze dei pagamenti e gli accordi sulla raccolta e la fornitura del latte. Gli Stati membri possono anche introdurre una durata minima di almeno 6 mesi per tali contratti, opzione fortemente sostenuta dai deputati.

- Latte per le aree svantaggiate

Per assicurarsi che anche i produttori di latte delle aree geograficamente svantaggiate beneficino delle nuove regole, il Parlamento ha chiesto alla Commissione di presentare due relazioni a tal proposito, una entro luglio 2014 e l'altra entro la fine del 2018.

- Controllo dell'offerta dei formaggi di qualità

Al fine di migliorare il funzionamento del mercato dei formaggi a denominazione di origine protetta o indicazione geografica protetta e garantirne la qualità, il Parlamento ha deciso di inserire nel regolamento un sistema di regolazione dell'offerta di questi prodotti che i governi nazionali possono attivare, nel caso però che non distorca la concorrenza o colpisca negativamente i piccoli produttori di formaggi. Qualsiasi proposta di regolazione dell'offerta dei formaggi di qualità deve essere approvata da almeno due terzi due terzi dei produttori di latte che forniscono almeno due terzi del latte crudo utilizzato per la produzione di tali formaggi.

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EUROBOND: ELEMENTO DI STABILITÀ DELLA ZONA EURO NEL MEDIO TERMINE

Nella risoluzione approvata, con 515 voti a favore e 125 contrari, nel corso della scorsa sessione plenaria, il Parlamento ha affermato che gli eurobond rappresenterebbero un elemento di stabilità per la zona euro nel medio termine, ma solo dopo che i problemi legati alla loro introduzione saranno risolti. E' stata inoltre sottolineata la necessità di misure utili a risolvere i problemi immediati della zona euro, come il Fondo europeo di rimborso del debito. Durante il dibattito è stata anche interrogata la Commissione sulle risposte ricevute durante la consultazione pubblica sul Libro Verde sugli "stability bond". Attualmente la Commissione affari economici e monetari del Parlamento sa preparando una risoluzione di iniziativa al fine di rispondere in maniera più dettagliata possibile alle proposte della Commissione.

- Interrogativi sul Libro verde

La risoluzione approvata esprime sostegno generale alle proposte contenute nel Libro verde della Commissione, ma sottolinea anche la necessità di chiarire una serie di punti, quali ad esempio un modo per evitare il "rischio morale", rendere il sistema Europa più attraente, rispetto sia ai paesi con un rating più alto, sia a quelli più indebitati, e introdurre meccanismi obbligatori di riduzione del debito.

- Gli eurobond: elisir di lunga vita per la zona euro

Il testo approvato non ritiene gli eurobond come una soluzione a breve termine, ma li considera comunque un elemento importante per una soluzione delle problematiche di medio termine. Affinché siano introdotti sul mercato, secondo il Parlamento è necessario assicurare un maggior coordinamento fiscale e una migliore governance economica dell'Unione Europea. Per affrontare le difficoltà dell'immediato, é stato deciso di chiedere alla Commissione di presentare rapidamente delle proposte "volte ad affrontare risolutamente l'attuale crisi del debito sovrano, come il Patto europeo per il rimborso del debito proposto dal Consiglio tedesco degli esperti economici e/o la messa a punto e la ratifica di un trattato MES e/o di eurotitoli a breve termine, nonché la gestione comune dell'emissione di debito sovrano".

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