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SERGIO BERLATO Consigliere regionale del Veneto Deputato Italiano al Parlamento Europeo
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SERGIO BERLATO, Consigliere regionale del Veneto
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Berlato Euronews n. 23 del 14 Giugno 2010


SOMMARIO


L'ON. SERGIO BERLATO SULLE IMPORTAZIONI DI POMODORI CINESI IN EUROPA

Dalla pubblicazione del dossier sulle importazioni è emerso che nel solo trimestre dicembre - febbraio 2010 le importazioni in Europa di pomodori dalla Cina sono aumentate del 174% rispetto all'anno precedente.

 "E' un dato che deve farci preoccupare e correre assolutamente ai ripari per tutelare un comparto economico importante come quello agro alimentare dall'immissione sui nostri mercati di questi prodotti cinesi e, cosa ancor più importante, tutelare la salute dei cittadini europei" è quanto dichiara l'on. Sergio Berlato Capo Vicario della delegazione italiana nel PPE e membro della Commissione Ambiente, Sanità Pubblica e Sicurezza Alimentare del Parlamento europeo.

"Dalle analisi effettuate - aggiunge l'europarlamentare - sulle confezioni dei prodotti a base di pomodori provenienti dalla Cina e venduti in Europa, si evince che la maggior parte di questi prodotti contiene scarti vegetali, quali bucce e semi di diversi ortaggi e frutti, inoltre si segnala un utilizzo spesso massiccio di pesticidi e anticrittogamici severamente controllati e/o vietati in Europa".

"E' doveroso - prosegue l'on. Berlato nella nota - adottare misure atte a bloccare l'importazione di questa tipologia di prodotti che si rivelano dannosi per la salute delle persone ma che purtroppo risultano appetibili sul mercato dato il basso costo rispetto ai nostri prodotti che rispettano rigidi disciplinari produttivi".

"La salubrità e la garanzia di qualità dei nostri prodotti deve essere tutelata dalla concorrenza sleale che si trasforma in un danno economico macroscopico per tutte le imprese agricole europee impegnate quotidianamente per offrire ai consumatori un prodotto sicuro".

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L'ON. SERGIO BERLATO SULLA DIRETTIVA BOLKESTEIN E LE PROBLEMATICHE PER IL SETTORE DEL COMMERCIO

L'on. Sergio Berlato interviene presso la Commissione europea con un'interrogazione che mira ad ottenere risposte chiare inerenti il corretto recepimento da parte degli Stati membri della direttiva 2006/123/CE (meglio conosciuta come Direttiva Servizi o Bolkestein) per ciò che concerne le disposizioni in materia di commercio sulle aree pubbliche.

 "Occorre fare molta attenzione sulle conseguenze di un recepimento non corretto della Direttiva Bolkestein perché si rischia di mettere in crisi e portare all'estinzione un intero settore economico che rappresenta più di 100.000 addetti in Italia" è quanto dichiara l'europarlamentare del PDL sull'incertezza che sta generando il recepimento della "Direttiva europea relativa ai servizi nel mercato interno" soprattutto negli addetti al settore del commercio su aree pubbliche.

  "In Italia le licenze vengono concesse dalle Regioni per un periodo di 10 anni con il rinnovo automatico (su istanza del richiedente in alcune regioni) per un ulteriore decade secondo un principio di anzianità di frequentazione di un determinato mercato (o fiera). Non è ancora del tutto chiaro se con il recepimento della Direttiva servizi questa possibilità sarà ancora prevista con la pesante conseguenza di gettare un intero settore economico già in difficoltà in una situazione di insicurezza e precarietà".

 "Non dobbiamo dimenticare - continua l'on. Sergio Berlato - che non si tratta solo di piccoli esercenti ambulanti che sostengono spese modeste ma la gran parte degli addetti al settore hanno investito ingenti risorse nella propria attività per l'allestimento delle strutture atte a consentire il commercio su aree pubbliche nel rispetto delle normative vigenti".

 " Nel nostro Paese abbiamo una grande tradizione di mercati e fiere che non possiamo assolutamente permetterci di perdere perché rappresenta una risorsa economica e culturale. Non garantire la sicurezza di un futuro sereno agli addetti del settore significa perdere questa importante risorsa con un decadimento generale della qualità del servizio e dei prodotti offerti".

 "Va inoltre considerato - conclude l'europarlamentare - che un'ampia percentuale dei prodotti venduti da questa tipologia di esercenti è rappresentata dall'agroalimentare e il rischio che si crea è che lo spazio lasciato vuoto da chi non è messo nelle condizioni di investire, e quindi garantire la salubrità dei prodotti e l' igiene, venga occupato da altri soggetti che porranno minore attenzione per le norme igienico sanitarie e quindi per la salute del consumatore".

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CANI ADOTTATI SPARISCONO ALL'ESTERO, MINACCIATO CHI DENUNCIA

ANSA) - BOLOGNA, 9 GIU - Tratta clandestina e illecita di cani randagi dall'Italia verso l'estero, gestita anche da associazioni animaliste che su questo fanno affari. Con minacce e intimidazioni, in alcuni casi fisiche, a chi tenta di smascherare un'attività che ha un giro d'affari "di circa 40 milioni all'anno". Sono le denunce alla base di un esposto depositato alle procure di Bologna e di Trento dall' europarlamentare del Pdl Sergio Berlato.

Una vicenda in cui sarebbero appunto coinvolte anche importanti realtà di protezione animali. Come, ha spiegato Massimiliano Bacillieri, legale bolognese che segue la pratica, l'Associazione Canili Lazio Onlus, "vicina al sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, che evidentemente non si è accorta di quello che succede". L'associazione, ha proseguito l'avvocato,che ha parlato in una conferenza stampa in cui oltre a Berlato, era presente un dirigente di Federfauna, ha firmato un protocollo con l'Asl di Rieti, con Tecnovett, società di gestione del canile, altri due allevamenti e un'associazione tedesca, per "promuovere le adozioni a distanza". Solo che, come accade ad altri "canili del centro e sud Italia, gli animali vengono spediti all'estero e, una volta fuori, i cuccioli spariscono o vengono indirizzati alla vivisezione o alla sperimentazione su viventi". In altri casi vanno semplicemente rivenduti, "poiché in Germania un meticcio preso da un canile ha un prezzo". I trasferimenti avvengono "di notte e in modo clandestino e il tutto viene gestito anche da associazioni mafiose".

Uno degli effetti è che, quando un cittadino che aveva adottato un animale va a vederlo di persona, non ne trova traccia. Sorte che è capitata ad una signora che viene citata nell'esposto come testimone, e che, per l'avvocato, "solo per aver voluto sapere di più dell'animale per cui pagava è stata picchiata e le hanno bruciato l'auto". Ad un poliziotto, invece, "che si è imbattuto in un camion che trasportava i cani, dopo che ha provato ad indagare, è stato sequestrato il figlio per un paio d'ore, 'consigliandogli' il silenzio". Minacce che anche l'avvocato ha sostenuto di aver ricevuto.

Si tratta di traffici, "travestiti da carità'", per dirla con Berlato. Ma si contestano anche "evasione fiscale e reati ai danni dei Comuni" che, per Bacillieri, "danno sovvenzioni ai canili per animali che magari sono già all'estero da tempo". (ANSA).

 

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RISPOSTA DELLA COMMISSIONE ALL'INTERROGAZIONE SUL FENOMENO DELLE SETTE RELIGIOSE

 

Il 16 marzo scorso è stato arrestato a Roma il capo della setta "Re Maya", che era riuscito a fidelizzare un nutrito gruppo di seguaci. Secondo le accuse dei pubblici ministeri, egli avrebbe abusato sessualmente di bambine di 10-12 anni e delle loro madri ed estorto denaro agli adepti con l'inganno. Questo agghiacciante episodio di cronaca riporta l'attenzione sul fenomeno, in costante crescita, dell'adesione alle sette religiose. In Italia sono più di 80.000 gli adepti che aderiscono a varie sette: il 52 per cento delle vittime sono adulti e, nel 56 per cento dei casi, si tratta di donne. I giovani sono inoltre più del 40 per cento. Le sette religiose sono rappresentate da gruppi che plagiano, attraverso vere e proprie tecniche di manipolazione mentale, principalmente le persone che attraversano momenti di difficoltà e che, quindi, sono i soggetti più vulnerabili della società odierna. In tale contesto, milioni di persone risultano succubi di santoni e presunte guide spirituali. Preso atto di questa situazione, l'on. Sergio Berlato ha ritenuto opportuno presentare un'interrogazione parlamentare alla Commissione europea per sapere quali strumenti essa suggerisce di adottare affinché la società civile e le istituzioni affrontino in modo deciso ed adeguato alla sua gravità, questa problematica e come ritiene inoltre di intervenire al fine di tutelare i cittadini europei da simili aberranti episodi di violenza. Riportiamo di seguito la risposta della Commissione europea all'interrogazione in oggetto: "I fenomeni settari sono particolarmente inquietanti, e alcune attività o situazioni che ne derivano sono suscettibili di rientrare nell'ambito di competenza di strumenti dell'Unione, nella fattispecie di quelli relativi alla tratta degli esseri umani, agli abusi sessuali sui bambini o alle vittime. In materia di lotta contro la tratta degli esseri umani e contro gli abusi sessuali sui bambini, il 29 marzo 2010 la Commissione ha adottato due proposte di direttive destinate a sostituire le decisioni quadro rispettivamente in vigore, le quali prevedevano già un livello minimo di ravvicinamento delle legislazioni nazionali in materia. Si tratta di un pacchetto ambizioso che adotta un approccio globale in merito alla lotta contro i crimini con conseguenze gravi per le vittime. Per la prima volta degli strumenti giuridici dell'Unione europea affrontano questi tre gravi problemi su tre fronti: il perseguimento penale degli aggressori, la protezione delle vittime e la prevenzione dei fenomeni. Le proposte partono dall'acquis in vigore per poi incorporare i progressi compiuti nell'ambito delle convenzioni del Consiglio d'Europa nel frattempo elaborate. Esse vanno oltre il già elevato livello di protezione raggiunto nell'ambito di tali convenzioni per fornire un vero valore aggiunto. Le proposte saranno oggetto di discussioni approfondite in seno al Consiglio e al Parlamento. Per quanto concerne la protezione delle vittime, l'Unione ha adottato la decisione quadro 2001/220/GAI del 15 marzo 2001 concernente lo statuto delle vittime nell'ambito delle procedure penali che impone agli Stati membri l'adozione di misure di assistenza alle vittime prima o dopo una procedura penale, che potrebbe applicarsi alle vittime di gruppi settari che infrangono la legge penale di uno Stato membro. Al di là dell'applicazione del diritto dell'Unione, gli Stati membri vegliano al rispetto della propria legislazione nazionale in materia, ivi compreso il diritto penale".

 

Per maggiori informazioni sulle interrogazioni parlamentari presentate alla Commissione europea e sulle relative risposte:

http://www.europarl.europa.eu/sidesSearch/search.do?type=QP&language=IT&term=7&author=4746

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RISPOSTA DELLA COMMISSIONE ALL'INTERROGAZIONE SULLA PERICOLOSITA' DELLE MINICAR

Le minicar o quadricicli, omologate per legge come ciclomotori, sono un fenomeno in crescita in Europa. In particolare, nel 2009, le vendite di queste piccole vetture in Italia hanno raggiunto le 6.499 unità rispetto alle 6.201 del 2008, mentre in Francia, dove le minicar furono lanciate agli inizi degli anni '80, si registra un numero di vendite pari a 14.620 unità. Dopo i drammatici incidenti verificatisi nell'ultimo mese che hanno visto degli adolescenti perdere la vita sulle strade mentre erano alla guida della loro minicar, torna l'interrogativo sulla sicurezza di queste auto. In effetti, questi veicoli, che oggi incontrano il favore dei pensionati (24%) e degli impiegati (21%), sono stati concepiti proprio per sottrarre i ragazzi ai pericoli di incidenti con i motorini, ma si è nel frattempo diffusa la prassi illegale di eliminare i diaframmi in dotazione alle minicar allo scopo di aumentarne la velocità. Le minicar, infatti, dovrebbero viaggiare a una velocità massima di 45 chilometri all'ora, ma è sufficiente qualche piccola modifica al motore per permettere loro di raggiungere 80-100 chilometri all'ora, una velocità per la quale non sono assolutamente omologate e che le rende quindi potenzialmente pericolose su strada. Alla luce della situazione sopra descritta, l'on. Sergio Berlato ha presentato un'interrogazione parlamentare per sapere se la Commissione non ritenga opportuno intervenire con un piano di controlli al fine di evitare che il motore delle minicar venga modificato con conseguente rischio sia per il conducente sia per i cittadini alla guida e/o i pedoni. Inoltre, poiché per guidare una minicar è sufficiente l'ottenimento di un patentino rilasciato dopo il superamento di un esame teorico, egli ha chiesto se non sia opportuna anche l'introduzione di altre norme precauzionali al fine di garantire la sicurezza dei cittadini europei sulle strade. Riportiamo di seguito la risposta della Commissioe europea alla interrogazione in oggetto: "Le minicar (o microvetture) sono veicoli a quattro ruote con una velocità massima per costruzione di 45 km/h, secondo quanto descritto all'articolo 1, paragrafo 3, lettera a), della direttiva 2002/24/CE relativa all'omologazione dei veicoli a motore a due o tre ruote. La Commissione sta attualmente lavorando alla proposta di un nuovo regolamento quadro sull'omologazione dei veicoli di categoria L. L'iniziativa è volta principalmente a semplificare l'attuale contesto giuridico, a ridurre e rendere più proporzionata la quota di emissioni globali provenienti dal trasporto stradale e a migliorare la sicurezza dei nuovi veicoli introdotti sul mercato. La proposta dovrebbe inoltre esaminare misure nuove o rivedute per tener conto dei rapidi progressi tecnologici realizzati nello sviluppo di veicoli di categoria L nel corso dell'ultimo decennio. A tal fine viene attualmente condotta una valutazione d'impatto con lo scopo di identificare e analizzare i problemi e selezionare le opzioni strategiche che consentano di conseguire gli obiettivi generali. La valutazione d'impatto esamina fra l'altro gli aspetti legati alla sicurezza delle minicar per individuare le opzioni strategiche in grado di risolvere i problemi di sicurezza e ambientali relativi a questa sottocategoria di veicoli. Uno studio di opzioni strategiche disponibile sul sito web dell'unità "Industria automobilistica" fornisce maggiori informazioni al riguardo. Il progetto di proposta definitivo dovrebbe essere adottato dalla Commissione nel luglio 2010 e verrà successivamente pubblicato sul sito web della Commissione insieme alla valutazione d'impatto completa. Le nuove misure di sicurezza e quelle rivedute dovrebbero migliorare in misura significativa la sicurezza dei veicoli sotto il profilo tecnico, il che a sua volta contribuirebbe a ridurre il numero di decessi dovuti a incidenti stradali e il numero di feriti alla guida di tali veicoli. Per quanto riguarda le condizioni di guida dei veicoli in questione, la direttiva 91/439/CEE concernente la patente di guida non prende in considerazione la loro categoria. I requisiti per la guida dei medesimi possono dunque variare in funzione della legislazione nazionale. Benché alcuni Stati membri abbiano introdotto una prova teorica, le competenze pratiche e il comportamento non vengono nella maggior parte dei casi sottoposti ad esame. La direttiva 2006/126/CE concernente la patente di guida (che costituisce una rifusione della precedente) ha rafforzato in misura significativa i requisiti per la guida di tali veicoli. A partire dal 19 gennaio 2013 le minicar verranno considerate ciclomotori a quattro ruote e richiederanno una patente di tipo AM, previo superamento di un esame teorico obbligatorio. Le prove pratiche restano di competenza nazionale. La Commissione non ritiene necessaria una categoria specifica di nuove patenti di guida per questi veicoli che, in condizioni di normale funzionamento, non sono paragonabili alle autovetture per cui è richiesta la patente B. Tuttavia, alla luce delle preoccupazioni espresse dagli onorevoli parlamentari, essa continuerà ad esaminare la questione e potrebbe valutare la possibilità di includere un esame pratico obbligatorio fra i requisiti per il rilascio di una patente di tipo AM. La Commissione ritiene infine che, per prevenire le modifiche illegali del sistema di propulsione di tali veicoli, gli Stati membri dovrebbero puntare principalmente sull'applicazione delle norme e sui controlli. La direttiva 2000/30/CE relativa ai controlli tecnici su strada consente agli Stati membri di svolgere ispezioni e attività di controllo mirate per queste minicar modificate. La Commissione sta inoltre valutando la possibilità di rendere obbligatori i controlli tecnici per tali veicoli e di estendere a questi ultimi l'applicazione dei controlli tecnici su strada".

 

Per maggiori informazioni sulle interrogazioni parlamentari presentate alla Commissione europea e sulle relative risposte:

http://www.europarl.europa.eu/sidesSearch/search.do?type=QP&language=IT&term=7&author=4746

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RIUNIONE ECOFIN DEI MINISTRI DELLE FINANZE EUROPEI

La Grecia detiene il primato come paese sviluppato con il maggior numero di anni trascorsi in situazione di default e di ristrutturazione del suo debito. In particolare, l'ultimo default si è registrato a metà degli anni Sessanta. In Grecia vengono evasi circa 30 miliardi di euro di tasse all'anno; nei quartieri a  nord di Atene i residenti locali hanno dichiarato al fisco, nel 2008, il possesso di 324 piscine. Una ricognizione attraverso il satellite ha mostrato che, in realtà, il loro numero era di 16.974 (dati del 2010). Solo poche migliaia di cittadini, in un paese di 11 milioni di abitanti, ha dichiarato, sempre nel 2008, un reddito di almeno 100.000 euro. Oggi, la Grecia è un paese paralizzato dallo sciopero generale e dalla guerriglia urbana. Nel mese di maggio scorso, l'Unione europea ed il Fondo Monetario Internazionale (FMI) sono riusciti a trovare un accordo sugli aiuti da inviare ad Atene per riallineare il debito greco alle medie europee. Questa manovra avrebbe dovuto, inoltre, rassicurare gli scambi borsistici, in modo da ridare fiducia agli operatori sul mercato europeo. L'UE attende ancora la concretizzazione di questi sforzi, in un miglioramento delle borse europee. Dopo questi conti alterati della Grecia e l'allarme sulla situazione ungherese, i ministri delle Finanze europei sono corsi ai ripari. Nella riunione dello scorso 8 giugno, in Lussemburgo, si è dato il via libera ad un rafforzamento di poteri di controllo dell'Istituto europeo di rilevazioni statistiche (EUROSTAT) sui conti pubblici nazionali. Grazie al nuovo regolamento approvato, l'Istituto europeo di statistica potrà inviare suoi esperti per compiere verifiche sulla veridicità dei dati nazionali. La maggiore novità riguarda il fatto che i suoi controlli potranno riguardare non solo i numeri relativi alla politica di bilancio nazionale, ma anche quelli di alcuni organismi pubblici, in primo luogo quelli che gestiscono la previdenza sociale e la finanza pubblica a livello regionale. La necessità di rafforzare la funzione di controllo contabile di Eurostat è diventata inderogabile dopo che dopo l'esplosione del caso Grecia. Cioè quando il cambio della guardia alla guida del governo di Atene ha portato alla luce che i conti pubblici erano stati sostanzialmente alterati per mantenere i dati relativi al deficit e al debito ampiamente al di sotto di quelli reali. In questo contesto, il presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy ha annunciato che, durante l'assemblea del 17 giugno p.v., presenterà un rapporto sul lavoro svolto dalla task force, da lui presieduta, che avrà il compito di "illustrare il sistema di guida e controllo del sistema finanziario economico".  La Task force in oggetto guidata da Van Rompuy e composta dai 27 ministri dell'Ecofin, dai vertici della Banca centrale europea (BCE) e della Commissione europea, sta lavorando sulla riforma del patto di stabilità e di crescita dell'Unione europea.

Per maggiori informazioni:

http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2010-06-08/dallecofin-timori-conti-pubblici-154200.shtml?uuid=AYK3BywB

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RISOLUZIONI DEL PARLAMENTO IN MATERIA DI CONDIVISIONE DEI DATI PERSONALI CON GLI USA

Il 5 maggio u.s., il Parlamento europeo ha votato le seguenti risoluzioni:

 

  • la prima sull'apertura delle negoziazioni in vista di un accordo fra UE e USA sul trasferimento dei dati bancari contro la lotta contro il terrorismo;
  • la seconda sulle negoziazioni con USA, Canada e Australia sui dati dei passeggeri aerei, sempre con finalità antiterroristiche.

 

Tali risoluzioni comprendono anche l'esclusione di trasferimenti di massa di dati bancari verso gli USA, fino a quando l'UE non si sarà dotata di un sistema proprio di trattamento di tali dati. Effettivamente, i trasferimenti "in massa", ossia non individuali, infrangono la legislazione europea, perciò gli USA dovranno sedersi nuovamente al tavolo delle negoziazioni. L'accordo che il Parlamento cerca con gli USA dovrà includere quanto segue:

 

  • garanzie rigorose in materia di applicazione e vigilanza;
  • un'autorità designata dall'UE per ciò che riguarda l'estrazione dei dati e il loro accesso da parte delle autorità statunitensi. Il periodo massimo di conservazione dei dati non dovrà essere superiore ai cinque anni e non potranno essere divulgati a paesi terzi;
  • la predisposizione di un dispositivo europeo per il trattamento dei dati personali dei cittadini dell'UE (acquisizione dei dati sul territorio europeo da parte di un ente dell'Unione, o stabilito in comune con gli USA);
  • il principio di reciprocità, secondo cui le autorità americane devono garantire a quelle europee la stessa possibilità di accesso ai dati raccolti negli Stati Uniti.

 

Nella risoluzione, il Parlamento vorrebbe fare chiarezza sull'accordo che prevede che ai cittadini europei sia garantito lo stesso diritto al ricorso assicurato come negli USA (nel caso di uso non corretto dei dati personali) poiché il sistema di ricorso introdotto col "US Privacy Act" può essere adito solo dai cittadini statunitensi. Inoltre, il Parlamento ha rinviato gli accordi sul trasferimento dati dei passeggeri aerei (Passenger Name Record ovvero PNR) verso gli Stati Uniti e l'Australia. Cosi facendo, i deputati europei intendono verificare che le disposizioni in materia di utilizzo dei dati PNR siano conformi alla legislazione comunitaria e rispondano alle preoccupazioni già espresse dal Parlamento nelle risoluzioni precedenti (sulla protezione dei dati personali, il principio di proporzionalità e la possibilità di ricorso giuridico).

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EVENTI A BRUXELLES: CONFERENZA "TRASPORTO STRADALE INTELLIGENTE IN EUROPA", 22 GIUGNO 2010

La conferenza ijn oggetto organizzata dalla Commissione europea ed intitolata "Trasporto stradale intelligente in Europa (ITS) - attuazione del piano della Commissione" si terrà a Bruxelles il prossimo 22 giugno. In occasione di questo evento, la Commissione europea presenterà il suo piano di azione per i sistemi di trasporti intelligenti (ITS, in Europa). Durante la conferenza verranno trattati i seguenti temi:

 

  • Priorità avvio del piano d'azione ITS;
  • Impatti previsti della direttiva ITS;
  • Strumenti di supporto dell'UE per l'avvio dell'ITS
  • Importanza dei dati ITS per raggiungere livelli di traffico accettabili e dei servizi di notifica all'avanguardia;
  • Barriere ed alternative possibili per l'avvio e l'integrazione delle applicazioni ITS.

 

La conferenza riunirà dei rappresentanti delle istituzioni europee e della presidenza spagnola attualmente in carica.

 

Per maggiori informazioni:

http://ec.europa.eu/transport/its/events/2010_06_22_its_conference_en.htm

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