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SERGIO BERLATO Consigliere regionale del Veneto Deputato Italiano al Parlamento Europeo
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Berlato Euronews n. 10 del 15 Marzo 2010


SOMMARIO


ON. SERGIO BERLATO SULL ' IMBROGLIO ECOLOGISTA SUI CAMBIAMENTI CLIMATICI

L'on. Sergio Berlato, deputato al Parlamento europeo e vice capo delegazione italiana del PPE (Partito Popolare Europeo) ha presentato un'interrogazione alla Commissione europea per smascherare l'imbroglio ecologista che vorrebbe accreditare la tesi del surriscaldamento del pianeta ad opera delle attività antropiche ed in particolar modo per l'emissione dell'anidride carbonica (CO2).

Nella sua interrogazione l'eurodeputato vicentino si chiede se non sia giunto il momento di smascherare il grande bluff architettato ad arte dagli eco-catastrofisti che avevano profetizzato l'innalzamento della temperatura del pianeta con il conseguente scioglimento dei ghiacciai e l'inondazione dei continenti.

Secondo la maggioranza degli scienziati mondiali in buona fede, le evidenti condizioni climatiche riscontrabili anche in questi giorni in tutto il mondo, ancora più evidenti in tutta Europa e quindi anche in Italia, dimostrerebbero l'assoluta infondatezza delle previsioni eco catastrofiste, portando invece a pensare che il nostro pianeta possa andare incontro ad una fase di progressivo raffreddamento, fase ciclica considerata normale dagli esperti di clima perché già verificatasi sul pianeta anche in epoche passate.

Siamo sicuri di trovarci di fronte all'ennesima bufala orchestrata da alcune organizzazioni animal ambientaliste al servizio di alcune multinazionali che, per ottenere maggiori profitti dalle loro attività, assoldano le ben note organizzazioni animal-ambientaliste per terrorizzare la gente e richiedere alle istituzioni l'emanazione di provvedimenti inutili per la collettività ma molto redditizi per le tasche di ben noti soggetti.

Ricordiamo quanto avvenuto per l'altra bufala del buco dell'ozono?

Per anni siamo stati terrorizzati dal pericolo di venire abbrustoliti dai raggi ultravioletti che ci arrivavano sulla testa attraverso questo fantomatico buco creatosi nell'atmosfera per colpa delle bombolette spray con le quali le nostre signore si spruzzavano la lacca sui capelli.

Avete più sentito parlare di questo buco nell'ozono? Avete forse notizia che qualche animal-ambientalista si sia prodigato nel mettere una toppa a questo buco per salvare l'umanità?

Vogliamo forse parlare dell'altra bufala dell'influenza aviaria o di quella suina, descritta come pandemie che avrebbero decimato la popolazione umana in Europa?

L'unico risultato che hanno avuto questi allarmi ingiustificati è stato l'impennata dei fatturati di alcune multinazionali dell'industria farmaceutica che hanno venduto ai vari governi milioni di dosi del vaccino antiinfluenzale per arginare un'emergenza inesistente.

Dietro agli ecocatastrofisti ci sono gli interessi economici di alcune multinazionali.

E' arrivato il momento di smascherare l'imbroglio di questi impostori.

 

on. Sergio Berlato

Deputato italiano al Parlamento europeo

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APERTURA DEI LAVORI DEL PARLAMENTO EUROPEO A STRASBURGO

Il Presidente del Parlamento europeo, Jerzy Buzec, nell'aprire i lavori della sessione di Strasburgo ha reso omaggio alle vittime dei recenti terremoti in Turchia, Cile e Haiti e a quelle della tempesta Xynthia della fine del mese scorso in Francia e Spagna.

Ha successivamente celebrato il 20° anniversario della dichiarazione dell'indipendenza della Lituania, che é stato il primo Paese del blocco dell'ex Unione Sovietica a proclamarla e che é caduta l'11 marzo u.s., rilevando come tra i firmatari di quel documento ci fossero anche quattro attuali deputati del Parlamento europeo. L'11 marzo dello stesso anno si ebbe il pronunciamento del Congresso estone, nel quale l'allora "Parlamento democratico" adottò una dichiarazione sulla "rinascita del paese dopo 50 anni di occupazione sovietica", affermando così il diritto all'indipendenza dell'Estonia. Inoltre, ricordando il 51° anniversario della sollevazione tibetana il giorno 10 marzo e a seguito della quale il Dalai Lama e altre 80.000 persone hanno dovuto lasciare il paese, il Presidente Buzek ha riproposto un appello alle autorità cinesi perché cambino atteggiamento verso la nazione tibetana e perché si impegnino in un dialogo produttivo con i sui rappresentanti. L'ordine del giorno della sessione di Strasburgo ha visto una proposta di discussione vertere sulla recente autorizzazione alla coltivazione di una patata transgenica. Il Parlamento ha respinto con 82 voti favorevoli, 182 contrari e 15 astenuti, tale proposta avanzata dal gruppo dei Verdi/ALE e della GUE/NGL. E' stato raccomandato di prendere del tempo per stendere un rapporto più dettagliato e preciso che possa vincolare la Commissione europea ad avanzare una nuova mozione legislativa

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RAFFORZAMENTO DELLA LEGITTIMIT┴ DEMOCRATICA DELLA POLITICA ESTERA

Il Parlamento europeo si é espresso in favore di un consolidamento della propria autonomia strategica e del proseguimento in una attiva ed efficace politica estera e di sicurezza comune (PESC). Esso manifesta la propria volontà nell'esercitare il suo potere di bilancio e il suo controllo democratico al fine di monitorare queste politiche, comprese le direttive di finanziamento del Servizio di azione esterna dell'Unione europea (SEAE). Il report in materia é stato approvato con 592 voti favorevoli, 66 contrari e 11 astenuti, e ha posto l'accento sull'emergere della necessità di incrementare la legittimità democratica delle iniziative elaborate in materia di PESC, soprattutto con l'entrata in vigore del Trattato di Lisbona, mediante una regolare consultazione del Parlamento prima di intraprendere qualsiasi missione della politica comune di sicurezza e difesa (PESD). Il Parlamento ha invitato a disporre di maggiori poteri di controllo sulla nomina e sul mandato assegnato ai rappresentanti speciali dell'Unione europea (RSUE), dal momento che occorre tenere in considerazione una proporzionata rappresentanza di entrambi. Inoltre ha dichiarato che la competente commissione dovrebbe essere interpellata dall'Alto rappresentante riguardo alle nomine dirigenziali del SEAE e ha reso noto l'intenzione di invitare alcuni RSUE e capi delegazione a presentarsi davanti alla commissione parlamentare in occasione della loro nomina. I deputati, considerato l'aumento dei poteri di bilancio del Parlamento, hanno richiesto una revisione e un'estensione dei vigenti accordi interistituzionali per assicurare la giusta e opportuna realizzazione delle procedure di bilancio e di consultazione per la PESC e la PESD. Hanno invitato anche ad un allargamento dell'accesso alle informazioni sensibili, ovvero confidenziali e riservate. I membri del Parlamento si sono detti preoccupati per le conseguenze del sottofinanziamento della rubrica del bilancio "L'Unione europea come attore globale" e sulla sua abilità nel supportare una politica estera credibile ed efficiente. E' stata inoltre rilevata l'esigenza di fornire all'Unione dei mezzi finanziari adeguati a questi obiettivi in risposta alle improvvise sfide globali, augurandosi il Parlamento di essere consultato sulle procedure di autorizzazione all'accesso ai finanziamenti europei dedicati all'aiuto economico di attività della PESC e di potervi partecipare. Tra i temi in oggetto del dibattito risulta quello dell'approvvigionamento dell'energia in Europa al fine di poter garantire la sicurezza energetica dell'Unione attraverso l'attivazione di un corridoio meridionale per la fornitura di petrolio, anche tramite l'oleodotto paneuropeo Costanza-Trieste. Il Parlamento ha sollecitato una più ampia autonomia strategica dell'Unione, ponendo l'accento sulla legittimità e la necessità di dare vita ad un Consiglio della difesa nell'orbita del Consiglio degli affari esteri, e ha rinnovato la proposta di istituire un centro operativo permanente dell'Unione sotto l'autorità dell'Alto rappresentante e che sia responsabile della pianificazione esecutiva e della condotta nelle azioni militari. Ha rinnovato l'intenzione di costituire quanto prima l'Accademia europea per la sicurezza e la difesa, come stabilito dal Consiglio nel dicembre 2008.

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IMPORTANZA DEL DIALOGO TRA LA BANCA EUROPEA E IL PARLAMENTO IN MATERIA DI POLITICA REGIONALE

La Banca europea per gli investimenti (BEI) é l'istituzione finanziaria creata dal Trattato di Roma con l'obiettivo di supportare economicamente le finalità dell'Unione europea e delle sue istituzioni (Commissione europea, Consiglio, Parlamento) e deve sistematicamente rendere conto al Parlamento. Il Presidente della BEI, Maystadt, ha illustrato alla commissione dello sviluppo regionale del Parlamento europeo presieduta da Danuta Hübner un bilancio chiaro e aggiornato, fornendo i dati degli investimenti della BEI e delle sue priorità nell'ambito regionale, della strategia dell'Unione 2020 e del prossimo quadro finanziario. Secondo Maystadt la politica regionale rappresenta una delle urgenze della BEI, il cui incarico é quello di partecipare al finanziamento di progetti in regioni meno sviluppate, contemporaneamente ai fondi strutturali e agli mezzi a disposizione dell'Unione. Il trattato stesso all'articolo 309 sottolinea come la BEI debba cooperare con la Commissione, in modo particolare per l'applicazione dei fondi strutturali. Un'altra priorità molto importante per la BEI é determinata dal finanziamento di programmi nelle regioni di convergenza, grazie al quale sono stati finanziati 205 progetti in quei territori per una somma di 29 miliardi di euro, equivalenti al 37% del totale dei prestiti della Banca l'anno scorso e corrispondenti ad un incremento del 38% rispetto al 2008. La BEI nel 2009 ha prestato 79 miliardo di euro e questo l'ha resa la più importante istituzione finanziaria internazionale. Questi crediti sono ripartiti tra tutti gli Stati membri dell'Unione: nei dodici paesi di recente annessione la BEI ha distribuito prestiti per quasi 13 miliardi di euro e nei quindici Stati "vecchi" per 16 miliardi di euro, con un tasso di crescita più alto nei nuovi membri rispetto ai vecchi. Il Presidente ha affermato inoltre che l'importo dei prestiti della BEI nelle regioni di convergenza, in importi assoluti, é più ingente nei grandi Stati e per questo motivo il primo beneficiario dei finanziamenti in queste zone é la Spagna con 4 miliardi e 700 milioni di euro, seguita dalla Polonia con 4 miliardi e 600 milioni. In termini di importo pro capite, l'Estonia é il primo paese, seguita dalla Lituania, dal Portogallo e dalla Slovenia. I settori maggiormente finanziati da questi fondi sono stati quelli dell'energia e dei trasporti, della ricerca-sviluppo e dell'innovazione. Relativamente recente é la stretta collaborazione tra la Commissione e la BEI sull'uso dei fondi strutturali nelle regioni di convergenza. Maystadt ha sottolineato come il dialogo con il Parlamento europeo sia fondamentale in vista della predisposizione delle future prospettive finanziarie e ha ribadito la completa disponibilità della BEI alla contribuzione con la Commissione europea a proposte che potrebbero essere adottate dal Consiglio e dal Parlamento.

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GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DONNA: 8 MARZO 2010

A quindici anni dalla IV Conferenza mondiale sulle donne, tenutasi a Pechino nel 1995, la comunità internazionale dispone di chiare norme giuridiche che vietano la discriminazione e promuovono attivamente l'uguaglianza di genere e l'emancipazione femminile. Si tratta di norme accettate in tutti i Paesi del mondo come parte della normativa sui diritti umani. La comunità internazionale è inoltre dotata di organismi capaci di monitorare in modo efficace la tutela dei diritti delle donne: si pensi al CEDAW, il comitato ONU per l'eliminazione delle discriminazioni contro le donne, e più di recente, al rappresentante speciale del Segretariato generale dell'ONU contro la violenza sulle donne nelle zone di guerra. Tuttavia, l'applicazione di queste norme procede a rilento in molti paesi del mondo.

L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha condotto un recente studio in 10 Paesi sulla salute delle donne e sulle violenze domestiche da cui risulta che la percentuale di donne che afferma di aver subito violenze fisiche o sessuali da parte del coniuge o del convivente oscilla tra il 15% e il 71%, mentre il 4%-12% delle donne ha dichiarato di aver subito abusi fisici durante la gravidanza. Nel mondo sono circa 5.000 le donne assassinate ogni anno da un familiare per motivi di onore. Alla luce di questi dati, i dispositivi di tutela dei diritti delle donne risultano scarsamente utilizzati e la maggior parte delle interessate ignora la possibilità di rivolgersi ad istanze quali l'ONU per denunciare violenze subite a titolo individuale. La politica dell'Unione europea a tutela dei diritti umani nei Paesi terzi si confronta in tal senso con una sfida fondamentale. Le istituzioni dell'Unione a Bruxelles fanno la loro parte, rispettando standard molto elevati: il Consiglio dell'UE ha adottato le conclusioni dal titolo "Eliminazione della violenza contro le donne nell'Unione europea".  Alla vigilia della giornata internazionale della donna, Catherine Ashton, Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza e vice-presidente della Commissione europea, ha affermato: "La giornata internazionale della donna offre un'occasione unica di riflessione: ciascuno di noi è chiamato ad impegnarsi perché non esistano più disuguaglianze tra i sessi. Questo vale anche per le relazioni internazionali, dove tutti sono chiamati a svolgere il proprio ruolo per il raggiungimento di quello che si impone come un obiettivo comune. Non sarà possibile garantire una pace e una sicurezza durature senza la piena partecipazione delle donne. Sfortunatamente l'esistenza a tutt'oggi di leggi e costituzioni che sanciscono palesi discriminazioni a danno delle donne continua ad ostacolare lo sviluppo di molti paesi del mondo. La violenza contro le donne ha ripercussioni negative dirette sull'accesso all'istruzione e al lavoro e sulla partecipazione delle donne alla vita pubblica. A fare le spese dell'emarginazione femminile non sono solo le donne, ma lo stesso processo di emancipazione delle comunità locali. In tal senso, rimane ancora moltissimo da fare in tutto il mondo".

 

In anticipo, rispetto alla giornata internazionale della donna, la Commissione europea ha rafforzato e approfondito il suo impegno a favore della parità fra uomini e donne con una "Carta delle donne". Questa dichiarazione politica presenta cinque settori fondamentali d'intervento e impegna la Commissione a integrare il concetto di parità tra uomini e donne in tutte le sue politiche per i prossimi cinque anni e ad adottare misure specifiche per promuovere le pari opportunità. La Carta presenta una serie di impegni basati su principi concordati di uguaglianza fra donne e uomini ed è volta a promuovere:

  • la parità sul mercato del lavoro e l'uguale indipendenza economica per donne e uomini, in particolare mediante la strategia Europa 2020;
  • la parità salariale per uno stesso lavoro o per un lavoro di uguale valore, lavorando con gli Stati membri per ridurre significativamente il divario salariale tra uomini e donne nei prossimi cinque anni;
  • la parità nel processo decisionale, mediante misure di incentivazione dell'UE;
  • la dignità, l'integrità e la fine della violenza contro le donne, mediante un quadro politico completo;
  • la parità tra uomini e donne all'esterno dell'UE, affrontando la questione nelle relazioni esterne e con le organizzazioni internazionali.

 

La Carta risponde, in particolare, alla richiesta del Parlamento europeo di intervenire con maggiore impegno per combattere la violenza contro le donne. Essa sarà seguita da una nuova strategia per la parità fra uomini e donne che la Commissione adotterà a metà 2010. La strategia fornirà un quadro d'azione coordinato per tutte le politiche dell'Unione europea.

Per maggiori informazioni:

http://www.consilium.europa.eu/showFocus.aspx?id=1&focusId=450&lang=en

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EUROPA 2020: LA COMMISSIONE PROPONE UNA NUOVA STRATEGIA ECONOMICA IN EUROPA

nel corso del mese di marzo 2010, la Commissione europea ha lanciato la "Strategia Europa 2020" al fine di uscire dalla crisi e di preparare l'economia dell'Unione per il prossimo decennio. La Commissione individua tre leve per la crescita, da mettere in atto mediante azioni concrete a livello europeo e nazionale:

  • crescita intelligente (promuovendo la conoscenza, l'innovazione, l'istruzione e la società digitale);
  • crescita sostenibile (rendendo la nostra produzione più efficiente sotto il profilo delle risorse e rilanciando contemporaneamente la nostra competitività);
  • crescita inclusiva (incentivando la partecipazione al mercato del lavoro, l'acquisizione di competenze e la lotta alla povertà).

 

Questa battaglia per la crescita e l'occupazione richiede un coinvolgimento al massimo livello politico e la mobilitazione di tutte le parti interessate in Europa. Vengono fissati cinque obiettivi da cui si evince quali sono i traguardi che l'UE dovrebbe raggiungere entro il 2020 e in base ai quali saranno valutati i progressi compiuti. In merito, il presidente Barroso ha dichiarato:  "Europa 2020 illustra le misure che dobbiamo adottare ora e in futuro per rilanciare l'economia dell'UE. La crisi ha messo in luce questioni fondamentali e tendenze non sostenibili che non possiamo più ignorare. Il disavanzo di crescita dell'Europa sta compromettendo il nostro futuro. Dobbiamo agire con decisione per ovviare alle nostre carenze e sfruttare i nostri numerosi punti di forza. Dobbiamo costruire un nuovo modello economico basato su conoscenza, economia a basse emissioni di carbonio e alti livelli di occupazione. Questa battaglia impone di mobilitare tutte le forze presenti in Europa".

La strategia Europa 2020 delinea pertanto un quadro dell'economia di mercato sociale europea per il prossimo decennio, sulla base di tre settori prioritari strettamente connessi che si rafforzano a vicenda. Crescita intelligente, sviluppando un'economia basata sulla conoscenza e sull'innovazione, crescita sostenibile, promuovendo un'economia a basse emissioni di carbonio, efficiente sotto il profilo delle risorse e competitiva, e crescita inclusiva, promuovendo un'economia con un alto tasso di occupazione, che favorisca la coesione sociale e territoriale.

I progressi registrati verso la realizzazione di questi obiettivi saranno valutati sulla base di cinque obiettivi principali rappresentativi a livello di UE, che gli Stati membri saranno invitati a tradurre in altrettanti obiettivi nazionali definiti in funzione delle situazioni di partenza:

  • il 75% delle persone di età compresa tra 20 e 64 anni deve avere un lavoro;
  • il 3% del PIL dell'UE deve essere investito in ricerca e sviluppo;
  • i traguardi "20/20/20" in materia di clima/energia devono essere raggiunti;
  • il tasso di abbandono scolastico deve essere inferiore al 10% e almeno il 40% dei giovani deve avere una laurea o un diploma;
  • 20 milioni di persone in meno devono essere a rischio di povertà.

La natura ambiziosa di Europa 2020 presuppone un livello più elevato di leadership e di responsabilità, la Commissione invita quindi i capi di Stato e di governo ed assumere la titolarità di questa nuova strategia e ad approvarla in occasione del Consiglio europeo di primavera. Occorre inoltre potenziare il ruolo del Parlamento europeo. I metodi di governance saranno rafforzati affinché gli impegni vengano tradotti in azioni concrete in loco. La Commissione monitorerà i progressi e le relazioni e le valutazioni, nell'ambito di Europa 2020 e del Patto di stabilità e crescita, saranno elaborate contemporaneamente al fine di migliorarne la coerenza.

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UNA TASSA SULLE OPERAZIONI FINANZIARIE PER COPRIRE I COSTI DELLA CRISI ECONOMICA

In una risoluzione adottata con 536 voti favorevoli, 80 contrari e 33 astensioni il Parlamento europeo rileva che i leader del G20 "hanno la responsabilità collettiva di attenuare l'impatto sociale della crisi" e che una tassa sulle operazioni finanziarie "potrebbe contribuire a coprire i costi generati dalla crisi". Ritiene quindi che l'Unione europea debba concordare una posizione comune in ambito del G20 riguardo alle modalità con cui "il settore finanziario potrebbe fornire un contributo equo e sostanziale alla copertura degli eventuali oneri da esso generati per l'economia reale o che sono associati agli interventi governativi finalizzati a stabilizzare il sistema bancario". Il Parlamento, inoltre, precisa che tale tassa non deve ridurre la competitività dell'UE od ostacolare la crescita e rileva l'esigenza di garantire al settore bancario la capacità di finanziare investimenti nell'economia reale. Nell'intento di giungere a una posizione coerente dell'UE, i deputati europei chiedono alla Commissione di elaborare, con sufficiente anticipo rispetto al prossimo vertice del G20, una valutazione d'impatto della tassazione delle operazioni finanziarie a livello mondiale, "esaminandone vantaggi e svantaggi". In tale contesto, la Commissione è invitata a considerare attentamente una serie di parametri come, ad esempio, le esperienze passate in materia e il loro impatto sui singoli investitori e sulle piccole e medie imprese (PMI).  Dovrebbe inoltre valutare i vantaggi e gli svantaggi dell'introduzione di una tale tassa nella sola Unione europea, rispetto a una sua introduzione a livello globale e alla situazione attuale.

 

Il Parlamento ritiene inoltre che la Commissione europea dovrebbe analizzare il potenziale di generare entrate sostanziali rispetto ad altre fonti di gettito fiscale, i costi di riscossione e la distribuzione dei ricavi tra i Paesi, quantificando l'aumento dei costi di transazione in tutti i mercati potenzialmente interessati. Ritiene anche necessario concepire la tassa sulle operazioni finanziarie in modo da attenuare gli effetti collaterali negativi solitamente associati alle imposte indirette sulla raccolta di capitali. La tassa in oggetto dovrebbe "contribuire alla stabilizzazione dei mercati finanziari" e prevenire una futura crisi finanziaria prendendo di mira alcuni tipi di operazioni "indesiderabili", che dovrebbero essere definite dalla Commissione. Il Parlamento sottolinea, comunque, che qualunque soluzione "deve assolutamente evitare di ridurre la competitività dell'Unione europea o di ostacolare gli investimenti sostenibili, l'innovazione e la crescita, che sono vantaggiosi per l'economia reale e la società". Rileva, infine, l'importanza di tenere conto della necessità che il settore bancario "crei capitali sani, garantendo la sua capacità di finanziare investimenti nell'economia reale, nonché di prevenire l'eccessiva assunzione di rischi".

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PI┌ LIBERTA' DI MOVIMENTO NELL'UNIONE EUROPEA GRAZIE AI VISTI DI LUNGA DURATA

La direttiva adottata dal Parlamento europeo, durante la sessione dei lavori a Strasburgo, prevede che un cittadino di un Paese terzo titolare di un visto per soggiorni di lunga durata rilasciato da uno Stato membro dell'Unione europea é autorizzato a recarsi negli altri Stati membri per tre mesi a semestre, mantenendo le stesse condizioni del titolare del permesso di soggiorno. Questo regolamento entrerà in vigore il 5 aprile 2010.

La libertà di movimento non dovrebbe arrecare problemi addizionali alla sicurezza grazie a meccanismi di controllo e di monitoraggio contemplati. Sulla base dell'attuale diritto comunitario ai titolari di visti di lunga durata in uno Stato europeo, come gli studenti in partenza per un viaggio di studio o gli scienziati, i familiari di alcuni cittadini di Paesi terzi e cittadini dell'Unione, non é concesso recarsi in atri paesi membri durante la loro permanenza e non possono attraversare altri Stati, quando rientrano nel loro paese di origine, perché ciò non é previsto dalla Convenzione di Schengen.

Il Parlamento ha accolto con 562 voti a favore, 29 contrari e 51 astenuti, un nuovo ordinamento che permette ai titolari di visti di lungo termine (oltre i tre mesi) di usufruire degli stessi diritti e alle stesse condizioni, di coloro che sono in possesso di un permesso di soggiorno valido nell'area Schengen. Nel caso in cui un cittadino di un Paese terzo sia stato autorizzato da uno Stato membro a risiedere sul suo territorio per più di un anno, il visto dovrà essere modificato e sostituito con un titolo di soggiorno prima della scadenza della sua durata. Gli stranieri che abbiano un permesso di soggiorno accordatogli da un Paese membro e un documento di viaggio valido sono liberi di circolare all'interno del territorio degli altri Stati membri, sempre che non figurino nell'elenco nazionale delle persone segnalate dallo Stato membro interessato. Le regole sulla consultazione del sistema di informazione Schengen e degli altri paesi in caso di segnalazione al momento di accogliere una domanda di visto dovranno essere applicate anche alle domande di visto per soggiorni di lunga durata. Se un cittadino di un paese terzo soggiornasse nel territorio di uno Stato membro irregolarmente o detenesse un permesso di soggiorno valido o un'altra concessione che gli conferisse il diritto di soggiornare rilasciati da un altro Stato membro, deve recarsi nel territorio di quest'ultimo. Le disposizioni sul rilascio dei visti di lunga durata rimangono immutate e questo regolamento entrerà in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale (entro il 5 aprile 2010, quando entrerà in vigore il Codice comunitario dei visti). Per quanto riguarda la Danimarca, l'Irlanda e il Regno Unito, questi paesi non intendono adottare il regolamento in oggetto e non ne garantiscono, quindi, l'applicazione.

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EVENTI A BRUXELLES: EUROPEAN CONSUMER SUMMIT, 18-19 MARZO 2010

Il summit di quest'anno si focalizza sui servizi ai consumatori, e in particolare sull'accesso, il diritto all'uguaglianza e la possibilità di scelta. Obiettivo del meeting é quello di esaminare quest'area sempre più variegata e complessa da diverse prospettive, concentrando insieme consumatori, avvocati del consumatore, società e politici. Oltre a lavorare congiuntamente, si auspica che queste differenti voci possano aiutare ad elaborare un esito reale e proattivo per la riflessione politica futura. L'obiettivo della politica dei consumatori é quello di migliorare il benessere della gente e di proteggerla da rischi e minacce. Più recentemente, si é potuto osservare che non é stato solo per tutelare, ma anche per autorizzare i consumatori ad esercitare i loro diritti fornendo loro accurate informazioni. Attualmente la politica europea del consumatore in un'economia globalizzata é centrata sulla costruzione di un unico mercato europeo che lavori per la gente, con migliore accesso, qualità più elevata, prodotto trasparente, possibilità di comparazione dei prezzi ed una più grande facilità nel cambiare fornitori. Il summit europeo del consumatore di quest'anno contribuirà ad apportare visioni eterogenee su tutte queste questioni. La conferenza si occuperà dei servizi che hanno rilevanza più diretta per i consumatori e dove permangono le più grosse sfide, come i trasporti, l'energia e il settore bancario. Di conseguenza, il programma prevedrà seminari sulla trasparenza dei servizi bancari, sul futuro dei servizi online ai consumatori, sul trasporto urbano sostenibile e sull'energia rinnovabile. Il risultato della discussione, dei lavori e dei dibattiti sarà incanalato nella strategia futura dei servizi al consumatore. Inoltre, l'esito del summit raccoglierà una serie di argomenti riguardanti il consumatore che possono essere applicati anche ad altre aree politiche poiché la prospettiva del consumatore sui servizi viene sempre tenuta in considerazione ogni volta che i progetti di altre politiche europee sono discussi.

 

Per maggiori informazioni:

 

http://www.european-consumer-summit.eu/

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